Notizie da Coop Bénimellal-KHénifra
L'UMT, l'UGTM e il CDT lanciano una campagna senza precedenti per i diritti dei lavoratori migranti.
Una carta comune nata dalla convergenza sindacale
Questo sesto obiettivo strategico della Carta non è una mera utopia. Comprende azioni concrete: giornate tematiche di sensibilizzazione dei media, formazione sulla copertura mediatica delle migrazioni, campagne di sensibilizzazione e diffusione della Carta tra i giornalisti. È proprio in questo spirito che si è svolta a Casablanca, il 24, 25 e 26 marzo, una sessione di formazione in linea con questa tabella di marcia, che ha riunito una trentina di professionisti dei media.
Un piano di implementazione regionale adattato alle aree di impiego.
La campagna si rivolge a tre pubblici distinti. In primo luogo, i lavoratori migranti e rifugiati stessi, che saranno informati dei loro diritti garantiti dalla legge, della protezione contro gli abusi, dell'accesso ai rimedi legali e del supporto che i sindacati e le associazioni possono fornire. In secondo luogo, i datori di lavoro, in particolare nei settori agricolo, dei servizi e delle costruzioni, ai quali verrà ricordato che il rispetto dei diritti è un obbligo legale e che le pratiche inclusive portano a prestazioni e stabilità. Infine, il grande pubblico, attraverso i media e gli influencer, per evidenziare il contributo dei migranti allo sviluppo e promuovere la coesione sociale.
69.000 beni esteri, diritti che sono ancora teorici.
Dietro queste cifre, tuttavia, la realtà sul campo rimane preoccupante. Le conclusioni del Comitato delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti, pubblicate il 23 maggio 2023, deplorano il mancato passaggio del progetto di legge n. 72-17 relativo all'ingresso e al soggiorno degli stranieri, nonché del progetto di legge n. 97-21 relativo all'asilo. Il Comitato evidenzia la mancanza di campagne di sensibilizzazione pubblica, il segnalato aumento della retorica razzista, in particolare quella anti-africana subsahariana, e l'impossibilità per i lavoratori migranti di esercitare la rappresentanza sindacale, in contrasto con gli standard dell'OIL.
I media come leva di trasformazione
La formazione a Casablanca non si è limitata a un esercizio accademico. I giornalisti partecipanti sono stati guidati nella produzione di reportage attraverso sessioni in stile "conferenza editoriale", pensate per generare spunti per articoli e discuterne la fattibilità. Meryem Massaia, responsabile della comunicazione dell'OIM, ha presentato diverse tematiche editoriali: migrazione e lavoro, le esperienze delle donne migranti, migrazione e sviluppo locale, iniziative di integrazione locale e imprenditori migranti.
La Rete marocchina di giornalisti specializzati in migrazione, presieduta da Dounia Zineb Mseffer, ha fornito ulteriori spunti di riflessione. Il suo studio sulla copertura mediatica della migrazione straniera in Marocco rivela che il 92,41% degli articoli analizzati proviene da pubblicazioni online, che il 72% tratta esclusivamente di migrazione irregolare e che le voci dei migranti stessi sono praticamente assenti dalle narrazioni mediatiche: meno del 31% delle fonti citate. Questo dato da solo giustifica il coinvolgimento delle parti sociali nella sfera mediatica.
Un quadro normativo denso ma applicato in modo disomogeneo
Tuttavia, la richiesta diretta adottata nel 2024 dal Comitato di esperti dell'OIL sull'applicazione delle convenzioni e delle raccomandazioni, pubblicata alla 113a sessione della Conferenza internazionale del lavoro nel 2025, evidenzia la scarsità di dati su sanzioni e risarcimenti, l'accesso limitato dei migranti alle posizioni dirigenziali sindacali e l'incertezza in merito ai diritti di residenza in caso di incapacità lavorativa. L'articolo 516 del Codice del lavoro, che subordina la conclusione di un contratto di lavoro tra datore di lavoro e lavoratore migrante all'approvazione di un'autorità governativa, è oggetto di richieste di revisione. La campagna di maggio 2026 mira proprio a colmare questo divario tra legge e pratica, mobilitando gli attori sociali laddove i lavoratori migranti ne hanno più bisogno: sul campo.
Charles Autheman: "Ogni parola conta nella narrazione della migrazione"«
Charles Autheman, consulente indipendente francese specializzato nella copertura mediatica di migrazione e lavoro forzato, da oltre dieci anni forma giornalisti, sindacalisti e professionisti della comunicazione in una ventina di paesi, principalmente in Medio Oriente, Africa e Asia meridionale. Coautore del primo glossario dell'OIL sulla migrazione per i media e del kit di strumenti sul lavoro forzato e il reclutamento equo, ha anche coordinato un progetto europeo per la promozione di un'informazione equilibrata sulla migrazione in otto paesi tra Africa ed Europa.